Solentiname

Nel febbraio del 1997 mi trovavo a La Venada, una delle trentasei isole Solentiname, nell’area meridionale del lago Nicaragua: lì avevo conosciuto Rodolfo Arellano e la sua famiglia di artisti primitivisti.
Una scuola naïf era stata fondata nell’arcipelago da Ernesto Cardenal, esponente della teologia della liberazione e futuro ministro del governo d’ispirazione sandinista. Monaco trappista e discepolo di Thomas Merton (quello della Montagna delle sette balze), poeta e pittore, Cardenal si era stabilito nell’arcipelago nel 1966 per fondare una comunità cristiana di base: e lì, a quanto mi risulta, è tornato recentemente (dopo tante battaglie politiche e la “scomunica” papale del 1983), sulla soglia dei 90 anni.
Nel ’97 Rodolfo Arellano, di cui ritrovo con una certa emozione un’immagine sulla rete, mi aveva ospitato nella sua casa-atelier; mi aveva fatto visitare la chiesa del villaggio col suo straordinario altare, e mi aveva anche regalato, con tanto di dedica, un piccolo dipinto della figlia Silvia, El pez.
Silvia (che allora ritraevo, trentatreenne, in una foto) ha continuato in questi anni a tener viva la tradizione artistica famigliare, insieme al figlio Julio e alla sorella Clarissa.


Pintura Primivista Nicaraguense, Nagoya (Asocacion de Ayuda Medica a Nicaragua) 2000.

Ernesto Cardenal, Cantico Cosmico, due voll., Milano (Rayuela Ed.) 2013.


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