Una città fantasma

Nell'entroterra dell'isola di Rodi (che fin dal 1912, con la guerra Italo-Turca, si trovava sotto il dominio italiano), venivano edificate negli anni Trenta le strutture di un'ambiziosa colonia agricola, Campochiaro,

Di |2022-09-06T19:40:29+02:0017/08/2022|Digressioni|Commenti disabilitati su Una città fantasma

Di terza classe

In un momento di pausa dalle nostre recenti fatiche, Piero Boccardo mi ha messo davanti agli occhi un fascicoletto a stampa, Temi di letteratura per gli esami di concorso ai posti di volontariato e di commesso di terza classe negli Uffizii Civici, secondo il Regolamento del 5 Aprile 1872.

Di |2022-09-06T19:41:14+02:0030/05/2022|Digressioni|Commenti disabilitati su Di terza classe

Sul Fiume

Un breve testo ospitato da Gianni Priano sul "Foglio" di Tiglieto, il periodico della biblioteca "Adriano Guerrini". Riprendendo, con variazioni, un discorso già affrontato su questo stesso sito ("Boschi ripali").

Di |2022-05-19T14:28:28+02:0019/05/2022|Digressioni|Commenti disabilitati su Sul Fiume

Superbarocco

« E adesso scegline una.» « Opera ? » « Una sola, fra tutte quelle di Superbarocco. » « Non mi è difficile: il Battesimo di Gesù di Anton Maria Maragliano, la cassa processionale. »

Di |2022-04-12T20:53:47+02:0011/04/2022|Digressioni|Commenti disabilitati su Superbarocco

Vecchie insegne

Girando in bicicletta i paesi dell’Alto Monferrato, incontro vecchie insegne - ottocentesche, o di primo Novecento - dipinte sui muri esterni delle case: per lo più, labili resti. Trattorie, rivendite di pane, qualche barbiere… Rari i casi di un restauro, di una memoria conservata. Ed è sorprendente che a Molare, a due passi dalla piazza principale, resti traccia di una “Trattoria del Popolo” di cui nessuno ricorda più nulla.

Di |2021-09-02T19:02:14+02:0002/09/2021|Digressioni|Commenti disabilitati su Vecchie insegne

Tranche de vie

Ad Aramengo d’Asti, dov’è nata ed è attiva la “Nicola Restauri”, Anna Rosa Nicola (figlia di Guido, il fondatore della ditta) mi ha mostrato tempo fa una straordinaria serie di tranches de vie di sua creazione, consentendomi di scattare qualche foto.

Di |2021-04-17T17:04:41+02:0017/04/2021|Digressioni|Commenti disabilitati su Tranche de vie

Misunderstood

Un capitello che si potrebbe datare alla seconda metà del XII secolo. Ambientato, con l’idea di valorizzarlo in qualche modo, in piazza Jacopo da Varagine, a Genova. A due passi da Sottoripa, non lontano dal Porto Antico. Certo, la piazza non è quel granché. Ci sono state le bombe dell’ultimo conflitto, e poi la costruzione di un grande edificio, in corrispondenza del “dente mancante” della palazzata.

Di |2021-07-07T22:38:33+02:0020/01/2021|Digressioni|Commenti disabilitati su Misunderstood

Nel Conservatory Garden

Avevo scattato nel maggio del 2009 questa foto: a New York, nel Conservatory Garden del Central Park. Una coppia di indiani, con lui che riprende lei dopo averla sistemata ad arte tra i fiori (in un certo senso, fiore tra i fiori). Non sarà tecnicamente una gran foto, la mia: ma la scena è molto dolce e mi sembra adatta a formulare un auspicio. Diciamo… per un 2021 diverso.

Di |2021-01-20T15:06:13+01:0002/01/2021|Digressioni|Commenti disabilitati su Nel Conservatory Garden

Grande e piccola

Nell’ambito del Big Bench Community Project, una Grande Panchina è stata sistemata anche a Mornese. Prima di raggiungerla, lungo il “percorso verde”, se ne può notare un’altra, più semplice e di dimensioni normali, donata nel 2015 da Jane Jackson in memoria di Blyden Jackson (presumibilmente il marito). Anche da lì si gode di una bella vista su quella parte di Alto Monferrato e su qualcuno dei suoi castelli. Nulla più dell’accostamento.

Di |2020-08-21T23:05:05+02:0021/08/2020|Digressioni|Commenti disabilitati su Grande e piccola

Per Ezio

E così, Ezio Vendrame se n’è andato. Genio e sregolatezza del calcio, sarà inutile insistere su questo binomio, già l’hanno fatto in tanti. Certo, è stato un grande centrocampista e non ha potuto essere celebrato come avrebbe meritato per la sua classe davvero grande. (Ma io lo voglio ricordare qui come poeta.) L’avevo conosciutoi nel gennaio del 2000, a San Vito a Tagliamento, dov’ero andato con Spiccio e Forin per un tributo a Piero Ciampi (c’erano anche Nada e Pino Pavone). Ezio aveva letto sul palco alcuni testi di Ciampi, io gli avevo dedicato al volo Mario, una canzone sul calcio visto in chiave quasi lombrosiana. Lui mi aveva poi regalato, e a sua volta dedicato, un suo libro di versi: ne riproduco qui la copertina (con quel titolo significativo) e alcune pagine. Nativo di Casarsa, e dunque contrerraneo di Pasolini, Ezio ci teneva a distinguersi – così diceva – dai ”veri poeti”. Eppure.

Di |2020-04-28T09:47:27+02:0028/04/2020|Digressioni|Commenti disabilitati su Per Ezio

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