Pigmei e Bantù

Ispirandomi a un noto testo di Luca Cavalli Sforza (Chi siamo?), mi divertivo, anni fa, a teorizzare la presenza di due diverse tipologie di storici dell’arte all’interno delle Soprintendenze: i pigmei e i bantù. Cacciatori-raccoglitori i primi, tendenzialmente propensi a un continuo movimento; agricoltori stanziali i secondi. Il pigmeo incarnava per me il tecnico di zona e la sua presenza mobile sul territorio, mentre nel bantù vedevo adombrato il conservatore del museo, con la “coltivazione” di un sito ben delimitato. La mia indubbia natura di pigmeo emerge da alcuni di bozzetti pubblicati nell’estate del 2005 sul “Giornale dell’Arte”. Umberto Allemandi aveva voluto corredarli di una serie di vignette, affidate a Pierpaolo Rovero.
Riproduco integralmente, a tasselli, il paginone della rivista.


Luca Cavalli-Sforza, Chi siamo. La storia della diversità umana, con Francesco Cavalli-Sforza, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1993.
Franco Boggero, «È arrivato quello con la faccia delle Belle Arti», in “Il Giornale dell’Arte”, 245, luglio-agosto 2005.


 

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