La notte si mangia le nubi
il loro giocare a sembrare un gatto
la barba di Darwin, un rene, un veliero nel mare
Si mangia, la notte, quel fare che è tutto un travaso, una pena
Piegare tovaglie, la schiena
lavare stoviglie, la faccia
Si mangia, la notte, quel fare che è tutto un travaso, una pena
Piegare tovaglie, la schiena
lavare stoviglie, la faccia

Il chiaro si mangia la notte
che non è mai chiaro, cancella un naso una fronte una mano
il latte dentro la scodella
Ma anche ti dice il lontano, la notte, ti insegna un andare nel fondo
di un fondo più fondo che pare racchiuda del mondo
Ma anche ti dice il lontano, la notte, ti insegna un andare nel fondo
di un fondo più fondo che pare racchiuda del mondo
il cuore, un segreto, il danzare

Testo: Gianni Priano
Musica: Giovanni Peirone

Franco Boggero: voce
Giovanni Peirone: chitarra
Giovanni Paolini: synth fx