Corso e percorsi

Nel 1947, il Comune di Genova pubblicava un libro fotografico (Genova. Storia e arte) con intenti di raffinata promozione turistica: un libro che conteneva anche una mappa della città.
Nel dettaglio della mappa che qui riproduco, lo sviluppo del futuro corso Europa è appena accennato, e solo nel tratto iniziale, mentre appaiono ben tracciati gli antichi percorsi verticali tra i nuclei dell’entroterra e il mare: percorsi che oggi sono appena intuibili e restano compromessi o resi più complicati, se non addirittura negati.

Sono a piedi sul rettifilo moderno di via Posalunga, nel quartiere di Borgoratti, e incappo casualmente nell’innesto di una crêuza, via Apparizione, che decido di seguire in discesa fino all’incrocio con via dell’Arena.
Sto ora seguendo sulla sponda destra il percorso del torrente Stura e documento un paesaggio inaspettato, di orticelli e canneti.
Non faccio in tempo ad ambientarmi: un breve passaggio voltato mi porta in vista di uno spazio pianeggiante a servizio di un poderoso impianto di distribuzione ENEL.
Più avanti, l’asse di corso Europa passa sulla valletta dello Stura in forma di viadotto. Mantengo il percorso “basso” e sottopasso il viadotto: al piede di un pilone in cemento si annida, quasi invisibile, una baracchetta.
A seguire verso mare il corso del torrente Stura è, ora, via delle Casette.
La lascio dove sta e riemergo, un po’ stranito, sul Corso.


Genova. Storia – arte, a cura di O. Grosso, Roma-Milano, Alfieri & Lacroix, 1947.

 

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